[Listatae] Le armi vanno tenute d'occhio: in Parlamento la modifica alla legge sull'export
Riccardo Troisi
riccardotroisi at tin.it
Thu Oct 20 20:30:34 CEST 2011
Rete Italiana per il Disarmo e Tavola della Pace: mantenere alto il
controllo sull'export di armi
Le armi vanno tenute d'occhio: in Parlamento la modifica alla legge sulle
armi passa dalla "legge comunitaria" e senza discussione, una strada
inaccettabile
La Rete Italiana Disarmo (rete che raggruppa oltre trenta organismi)
denuncia il rischio che l'Italia, con l'approvazione del disegno di legge
"comunitaria" (AS 2322-B) attualmente all'esame della Commissione politiche
comunitarie del Senato, diminuisca i controlli sui trasferimenti di armi e
che la trasparenza su questo ambito delicato faccia un passo indietro.
Insieme alla Tavola della Pace la Rete è da tempo attiva affinché il
controllo e la trasparenza su un commercio così problematico non siano
indeboliti ed anzi si rafforzino.
"In questo periodo di crisi economica i poteri e le lobby armiere scalpitano
per avere le mani libere da vicoli di controllo sul business delle armi, ed
il governo con le modifiche alla legge 185 si appresta a sostenere questi
mercanti di morte - sostiene Riccardo Troisi di Rete Italiana per il Disarmo
- Al contrario sarebbe importante attivarsi con normative e risorse che
taglino le spese militari e redistribuiscano i miliardi sottratti a queste
spese inutili verso politiche di miglioramento dello stato sociale e per
favorire nuove economie che mettano al centro la sostenibilità sociale ed
ambientale".
La modifica della legge 185 del 1990, che è considerata un modello a livello
internazionale per i divieti che contiene, per i controlli e le misure di
trasparenza, non può avvenire senza un adeguato dibattito parlamentare.
Infatti, il governo, per la prima volta, su una materia così delicata che
riguarda la politica estera e di sicurezza del Paese, ha deciso di fare
approvare al Parlamento una legge delega. Sarà poi l'esecutivo a scrivere le
norme sul commercio di armi sulla base delle poche indicazioni contenute
nella proposta di legge "comunitaria" attraverso un decreto legislativo.
Senza alcuna trasparenza e senza nessun confronto in Parlamento. Inoltre, i
sei commi dell'art. 12 che contengono la delega non definiscono in modo
definito e rigoroso i principi e criteri direttivi (come prevede la
Costituzione) che dovrebbero improntare la redazione del decreto legislativo
conseguente, lasciando mano libera all'esecutivo di modificare, senza troppi
paletti, la legge 185/90 su!
l commercio di armi.
Le organizzazioni della Rete Italiana per il Disarmo e della Tavola della
Pace si mobiliteranno - come avvenuto continuamente in tutti questi anni -
affinché sia garantita l'osservanza dei principi fondamentali di controllo e
di trasparenza che sono alla base della legge 185/90
"La legge 185/1990 ha, tra l'altro, il grande merito di aver introdotto
controlli bancari rigorosi e trasparenti per evitare transazioni finanziarie
occulte connesse all'export di armi - evidenzia Giorgio Beretta, analista
della Rete Disarmo. Appare singolare che questo governo intenda riscriverla
col chiaro intento di ridurre fortemente la trasparenza sui controlli
bancari proprio nei giorni in cui i vertici (gli ex Amministratori delegati)
sia della maggiore industria militare nazionale (Finmeccanica) sia del
principale istituto di credito italiano (UniCredit) sono oggetto di
specifiche indagini da parte della magistratura per attività illecite"
Il pericolo insito nella riduzione e depotenziamento degli strumenti di
controllo sui trasferimenti di armi è ben dimostrato dai dati diffusi
proprio ieri dal rapporto di Amnesty International dal titolo "Trasferimenti
di armi in Medio Oriente e Africa del Nord: le lezioni per un efficace
Trattato sul commercio di armi" in cui si evidenzia come in alcune delle
aree geopolitiche più problematiche del mondo le armi siano affluite
copiose. Anche dal nostro paese e nonostante i controlli già attivi.
La Rete Italiana per il Disarmo e la Tavola della Pace si dicono quindi
contrarie a questa proposta che consegna una delega in bianco al governo. Il
fatto che le norme sui controlli delle esportazioni di armi siano approvate
senza un vero confronto nelle competenti sedi istituzionali è un rischio per
la democrazia e la sicurezza.
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