[Listatae] CASSAZIONE DICE SI AL REFERENDUM SUL NUCLEARE
daniela degan
degadan at hotmail.com
Wed Jun 1 12:08:32 CEST 2011
la Cassazione dice sì al referendum
La moratoria di 2 anni escogitata dal governo non è sufficiente.
Monia Cappuccini
La Cassazione ha detto sì ai referendum. I quesiti sul nucleare saranno, quindi, sulle schede del prossimo 12 e 13 giugno.
L'ufficio elettorale della Corte di Cassazione ha stabilito, infatti, che le modifiche apportate dal governo alle norme sul nucleare non precludono la celebrazione della consultazione popolare.
La Cassazione ha quindi confermato che i cittadini potranno esprimersi sul quesito depositato a suo tempo dall'Idv, che va ad aggiungersi agli altri tre su acqua e legittimo impedimento.
E ci sono più speranze ora di raggiungere il quorum, dopo molti anni che questo tipo di consultazione elettorale è vanificata per la mancanza di partecipazione da parte del 50% più uno di elettori che servono a farne valere l'esito.
Infatti, il vento è cambiato dopo le amministrative, e, a giudicare dall’entusiasmo che si respira in giro, c’è da credere che continuerà a tirare aria di svolta ancora per i prossimi 15 giorni.
Comunque, fino al 12 e 13 giugno saranno giorni da battiquorum.
Acqua, legittimo impedimento, nucleare: bastano quattro sì per affossare definitivamente il governo Berlusconi.
Il problema quorumDopo il colpo inferto al centro-destra al primo turno delle amministrative e il ko dei ballottaggi di ieri, il prossimo obiettivo da centrare, per molti italiani, è il raggiungimento del quorum e la prevalenza dei SI. Ciò che fino a ieri sembrava un sogno, oggi ha tutti i numeri per poter diventare realtà. L’opposizione riacquista entusiasmo, ci crede come si era mai visto da anni e rilancia la partita per l’apertura di una nuova fase politica.
Berlusconi e la fiducia degli italiani
“Mi auguro un’altra vittoria dei cittadini italiani: raggiungeremo il quorum e avremo quattro sì”, ha affermato la presidente del Pd Rosy Bindi, mentre il segretario Pier Luigi Bersani mobilitava il suo partito ad amministrative ancora in corso.
"Berlusconi deve lasciare il governo perché ha perso la fiducia dei cittadini e la perderà definitivamente con il referendum del 12 e 13 giugno” ha dichiarato ieri da Napoli il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro.
Vola ancora più in alto Nichi Vendola, trionfatore del ballottaggio di Milano: “Da domani - ha detto da Milano subito dopo la vittoria di Pisapia - si comincia, il prossimo obiettivo è Palazzo Chigi, liberare l’Italia”.
Anche Fini a favore del quorumCi mette del suo per il raggiungimento del quorum anche Gianfranco Fini. Sebbene il suo partito, Futuro e Libertà, non abbia dato indicazioni di voto, l’ex numero due del Pdl a votare ci andrà eccome, “come cittadino che non vuole rinunciare alle sue prerogative”, convinto che “confidare nell’astensionismo credo sia la scelta peggiore che può fare una politica lungimirante”.
Milano ha i suoi 5 referendumCon ancora addosso i postumi della sbornia per l’elezione del nuovo sindaco Giuliano Pisapia, all’ombra della Madonnina ci si prepara per un altro Election Day.
Oltre ai referendum nazionali, il 12 e 13 giugno i milanesi sono chiamati ad esprimersi su altre questioni di carattere ambientale: la riduzione del traffico e dello smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione dell’ecopass e la pedonalizzazione del centro; il raddoppiamento degli alberi e del verde pubblico insieme alla riduzione del consumo del suolo; la tutela della Darsena e la conservazione del futuro parco dell’area Expo; il risparmio energetico e la riduzione della emissione di gas serra; la riapertura del sistema dei Navigli milanesi. In tutto cinque referendum consultivi, su cui spicca il quesito numero 1, ovvero il tema spinoso dell’Ecopass.
Dall’Ecopass alla Congestion Charge
La proposta è di convertire la tassa in Congestion Charge, vale a dire in un ticket esteso anche a chi transita sulla circonvallazione esterna della città; con i soldi ricavati, l’amministrazione si propone di potenziare il sistema dei mezzi pubblici. Dopo essersi tinta di rosso con il ballottaggio di domenica, con altri cinque SI Milano si appresta a diventare un po’ più verde, ma per la prima volta dopo vent’anni il colore non sarà più associato alla bandiera leghista.
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